Giornata anziani: dalla periferia di Roma, l’eccellenza dell’Istituto San Michele
Intervista al Presidente dell’Istituto Romano di San Michele, Dott. Luca Petrucci “Clicca quì“
Procedure adottate dall’Istituto, a seguito dell’emergenza da Coronavirus (COVID-19).
Procedure interne per la gestione dell’emergenza da COVID-19 Vedi Allegati ⇓
SI CONFERMANO FINO AL 31/07/2021 LE ATTUALI PROCEDURE DI INGRESSO DEI FAMILIARI NELLE STRUTTURE SOCIO SANITARIE E LE USCITE DEGLI OSPITI IN MODALITA’ PROGRAMMATA CON IL MEDICO RESPONSABILE
SI CONFERMANO FINO AL 31/07/2021 LE ATTUALI PROCEDURE DI INGRESSO DEI FAMILIARI NELLE STRUTTURE SOCIO SANITARIE E LE USCITE DEGLI OSPITI IN MODALITA’ PROGRAMMATA CON IL MEDICO RESPONSABILE COSULTARE LE DIRETTIVE NELLA SEZIONE COVID-19
CONSULTA IL VECCHIO ALBO-PRETORIO
Nel link di seguito potrai visualizzare gli atti del precedente Albo-pretorio. “Vai al Vecchio Albo-pretorio“
RIATTIVAZIONE PROCEDURE DI AMMISSIONE PRESSO LE STRUTTURE SOCIO-ASSISTENZIALI DELL’ISTITUTO
In seguito alle recenti disposizioni emanate dalle Autorità preposte, si comunica la riattivazione delle procedure di ammissione presso la Casa di Riposo “Toti” ubicata all’interno del Comprensorio Istituzionale di Piazzale Antonio Tosti n.4
COVID-19 -DISPOSIZIONI PER PREVENIRE SITUAZIONI DI CONTAGIO
COVID-19 – DISPOSIZIONI PER PREVENIRE SITUAZIONI DI CONTAGIO – INFORMATIVE E DISPOSIZIONI ADOTTATE DALL’ENTE SU INDICAZIONI DELL’ ASL ROMA 2 IN RELAZIONE ALL’EMERGENZA COVID-19 PER LE STRUTTURE, SOCIOSANITARIE E SOCIO-ASSISTENZIALI. – PROCEDURE ADOTTATE DALL’ISTITUTO, A SEGUITO DELL’EMERGENZA DA CORONAVIRUS (COVID-19) -ACCESSO E VISITA ALLA STRUTTURA CASA DI RIPOSO E RSA DA PARTE DI FAMILIARI
Consegna all’Istituto Romano di San Michele del Patrimonio appartenente all’ex IPAB “Opera Pia Fondazione del Nobile Alessandro Bonizi” di Tolfa (Rm)
Consegna all’Istituto Romano di San Michele del Patrimonio appartenente all’ex IPAB “Opera Pia Fondazione del Nobile Alessandro Bonizi” di Tolfa (Rm)
LA COLLEZIONE RITROVATA D’ARTE ANTICA E MODERNA DELL’ISTITUTO ROMANO DI SAN MICHELE
L’istituto e Roma L’Istituto Romano di San Michele, il più grande centro d’assistenza dedicato agli anziani a Roma e uno dei più importanti d’Italia, nell’ottobre 2018 ha avviato per la prima volta dalla sua fondazione un’ispezione del proprio patrimonio storico artistico che ha dato risultati straordinari e inaspettati. Gli edifici razionalisti progettati da Alberto Calza Bini alla metà degli anni trenta del Novecento, attuale sede del centro assistenza e degli uffici amministrativi, non avrebbero mai fatto pensare all’esistenza di una collezione d’arte antica e moderna abbandonata da decenni al suo interno. Di fatto sono emersi (e continuano ad emergere) capolavori che permetteranno di riconsiderare, in parte, la storia dell’arte a Roma. L’Ospizio Apostolico del San Michele nacque nella seconda metà del Seicento a Trastevere, tra Porta Portese e la basilica di Santa Cecilia. Fortemente voluto dalla Curia Apostolica per arginare i mali storici di Roma – prostituzione, accattonaggio e abbandono minorile – il pontificio istituto finì per diventare all’inizio del XVIII secolo un centro modello per il controllo sociale nelle grandi città d’Europa, accomunate da problemi molto simili. A contrasto con l’idea di una Roma barocca tutta feste a palazzo e artisti in cerca di fortuna, la città che filtra dalle vicende dell’Ospizio Apostolico è un luogo vero e crudo: bambini abbandonati, vecchi e prostitute tolte dalla strada ben presto, però, diventarono un’enorme opportunità: la comunità trasteverina da bomba sociale si trasformò in un potenziale vivaio di talenti naturali grazie all’incredibile intuizione delle scuole d’arte e mestieri: pittura, scultura e arazzeria diventarono l’ambito obiettivo di un riscatto sociale alla portata degli ultimi, grazie ad un’offerta formativa gratuita e di alto livello rivolta agli ospiti dell’Ospizio. È così che una quantità spropositata di opere d’arte affluì negli ambienti immensi del complesso, destinata alla didattica delle scuole d’arte e mestieri ma anche all’arredo degli spazi comuni e delle aule di culto interne. Manufatti d’ogni sorta ingrossarono tra Settecento e Ottocento il patrimonio dell’Ospizio grazie a donazioni e lasciti testamentari: donare beni al San Michele significava anche creare una trama di rapporti sociali e politici che poteva portare ai piani alti della Curia. Immaginare la formazione nel tempo di una vera e propria collezione è tuttavia impossibile; la vocazione sociale e assistenziale dell’Ospizio Apostolico non lasciava spazio alla difficile cura di una raccolta d’arte e ciò comportò la mancata creazione di inventari analitici. Dopo la presa di Roma nel 1870 e l’annessione della città al Regno d’Italia l’Ospizio Apostolico del San Michele cadde in una profonda decadenza solo in parte arginata dal controllo esercitato su di esso dal Comune di Roma. Ammalorato e privo di manutenzione, l’Ospizio e ciò che restava delle scuole d’arte furono trasferiti nei primi anni Trenta del Novecento nell’attuale sede di Tor Marancia, all’epoca ancora in piena campagna. Alberto Calza Bini disegnò un complesso in linea con le tendenze razionaliste di Marcello Piacentini con un sistema di edifici collegati tra loro destinati all’amministrazione, all’ospitalità e al culto; ne risultò una sorta di cittadella autonoma, funzionale ma non memorabile sul lato estetico. Il trasferimento delle opere d’arte e degli arredi dalla storica sede di Trastevere al nuovo complesso di Tor Marancia fu invece traumatico: la maggior parte di esse furono rubate e andarono disperse. Una briciola di quel patrimonio, tuttavia, riuscì miracolosamente a salvarsi ed entrò nelle stanze della nuova sede dell’Istituto. Le opere ritenute più importanti furono destinate ad arredo degli uffici e quelle più modeste o presunte tali, la maggior parte, furono sistemate in uno stanzone al piano terreno adibito a deposito. La scoperta del deposito abbandonato e i restauri promossi dalla Fondazione Sorgente Group Rimasto ignorato per decenni nel 2018 il deposito di pittura e scultura, ormai fatiscente, è stato per la prima volta svuotato e ispezionato mettendo fine a una situazione di degrado che rischiava di compromettere definitivamente quel poco che era sopravvissuto del patrimonio storico artistico dell’antico Ospizio Apostolico del San Michele. Da settembre 2019 la Fondazione Sorgente Group presieduta da Valter a Paola Mainetti sostiene il restauro delle opere ritrovate al San Michele, in particolare di tre capolavori che l’Istituto ha ritenuto tra i più significativi dell’intera collezione. Si tratta di un San Giuseppe con Gesù giovinetto, olio su tela di Giovanni Baglione (1573 – 1643) e bottega, di una Sacra Famiglia, San Giovannino e due santi adolescenti, olio su tavola riferibile a Carlo Portelli, grande maestro fiorentino manierista attivo a cavallo del XVI secolo, e di una grande pala d’altare con la Madonna del Cardo, opera di una sconosciuta ma grande pittrice dell’inizio del Novecento di nome Emma Regis. Le opere raccontano storie diverse ed ognuna è emblematica del periodo che rappresenta; Baglione – tra i più grandi interpreti del Barocco romano e noto per il processo per diffamazione intentato contro Michelangelo Merisi da Caravaggio – raffigura una composizione intima e brillante nei toni, superando la fase caravaggesca che lo aveva contraddistinto in gioventù. La pala è la seconda versione di un’opera perduta, un dipinto dello stesso soggetto che Baglione aveva realizzato per la cappella di san Giuseppe presso Santa Maria ad Martyres al Pantheon, in seno alla Confraternita dei Virtuosi al Pantheon. Spesso i maestri del barocco replicavano le proprie opere per collocarle sul mercato ma il caso della pala di San Giuseppe al Pantheon è ancora avvolto nel mistero. Carlo Portelli è un protagonista assoluto del Manierismo fiorentino a cavallo della metà del Cinquecento; la tavola del San Michele è arrivata a noi in condizioni disastrose ed è stata sottoposta all’intervento più complesso tra quelli sostenuti dalla Fondazione Sorgente Group. Il restauro sta rivelando una gamma cromatica e una morbidezza delle pennellate tipica degli allievi di seconda generazione del Pontormo, dove la tavolozza michelangiolesca si fonde con le fisionomie allungate e visionarie della maniera moderna, creando un contrasto di assoluta bellezza. La Madonna del Cardo è la scoperta che più di tutte ha fatto riconsiderare l’importanza del patrimonio artistico del San Michele; il nome dell’autore è stato scoperto casualmente durante la spolveratura preliminare al restauro: Emma Regis. Si
VISITE ED APPROVVIGIONAMENTI DA PARTE DEI FAMILIARI (IN EMERGENZA COVID-19)
VISITE ED APPROVVIGIONAMENTI DA PARTE DEI FAMILIARI (IN EMERGENZA COVID-19) I familiari che devono consegnare materiali indifferibili (medicinali, pannoloni, abiti…) possono recapitarli solo negli orari 10:30-11:30 e 16:30-17:30 I familiari che, per gravi motivi, siano autorizzati dal Medico Responsabile ad entrare nella struttura dovranno osservare tutte le procedure indicate dal personale. ———————————————————————————————————————–
Servizio di collegamento in Videochiamata per mettersi in contatto con i propri cari
L’Istituto Romano di San Michele mette a disposizione un servizio di collegamento in Videochiamata mediante Skype, per potervi mettere in contatto con i vostri cari in questo momento delicato. Sarà possibile effettuare, PREVIO APPUNTAMENTO, una videochiamata. Il nostro nome Skype è: IRSM CASA DI RIPOSO Per poter fissare un appuntamento potrete contattare dott.ssa Emanuela Menichetti al seguente numero: 06.51858371 (lunedì, mercoledì, giovedì dalle ore 9.30) o preferibilmente inviare una email: e.menichetti@irsm.it nella quale chiedere la disponibilità. Successivamente verrete ricontattati per fissare insieme l’appuntamento. Passi da seguire: 1) Creare un account Skype qualora non lo aveste 2) Prendere un appuntamento (06.51858371 – e.menichetti@irsm.it) 3) Videochiamarci all’orario preaccordato Lunedì e Mercoledì collegamento con la RSA (nome Skype da chiamare: san.michele1) Mercoledì collegamento con la CDR 2° piano (nome Skype da chiamare: IRSM CASA DI RIPOSO) Giovedì collegamento con la CDR 3° piano (nome Skype da chiamare: IRSM CASA DI RIPOSO)